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Vietare i monopattini elettrici? A Parigi la sindaca annuncia il referendum. Cittadinanza divisa

Il voto si terrà il prossimo 2 aprile. Nella capitale francese circolano 15mila mezzi tra chi li sceglie per limitare le emissioni ed evitare il traffico e chi sfreccia in barba alle regole

di DOMENICO GUARINO -
23 gennaio 2023
monopattino

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Amati, odiati, esaltati, detestati: i monopattini elettrici non passano inosservati. Da quando hanno invaso le strade di molte delle nostre città, sono al centro delle cronache e delle polemiche. In Italia per lo più sono considerati una risorsa fondamentale per la mobilità sostenibile, ma c’è comincia a pensarla in maniera diversa. È il caso dell'amministrazione di Parigi, dove addirittura si svolgerà un referendum per decidere se bandirli o meno. I cittadini della capitale transalpina saranno chiamati alle urne il 2 aprile. Ad annunciare le votazioni, sulle colonne del quotidiano Le Parisien, è stata la sindaca Anne Hidalgo che, pur sottolineando come si tratti di una problematica "estremamente divisiva", si è detta "favorevole" al divieto.

Un monopattino elettrico davanti al Louvre, Parigi. La sindaca Hidalgo ha indetto un referendum in materia per il prossimo 2 aprile

A pesare sul piatto della bilancia dei contrari è la questione della sicurezza, innanzitutto, visto che nella Ville Lumiere gli incidenti stradali aventi come protagonisti i monopattini sono aumentati notevolmente nell’ultimo anno. Tra i cittadini c’è chi ritiene che la colpa sia imputabile a chi li guida che non osserva sufficientemente il codice della strada, e c’è chi, invece, li reputa un’alternativa rapida e non inquinante ai trasporti pubblici e alle autovetture di proprietà. I primi sottolineano come i noleggiatori dei monopattini diano sfoggio di comportamenti estremamente pericolosi e scorretti, come guidare sui marciapiedi o parcheggiare in modo tutt’altro che ortodosso. Senza contare che i mezzi sono talvolta abbandonati nei parchi o scagliati nelle acque della Senna. I secondi fanno riferimento al contributo offerto in termini di fluidificazione del traffico e di benefici ambientali. Una questione complessa, insomma, e non di poco conto, visto che, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Ansa, nella capitale francese operano tre diverse società di noleggio (Lime, Dott e Tier) con un patrimonio complessivo di ben 15mila mezzi. A settembre il Comune aveva già minacciato i tre operatori del servizio del mancato rinnovo delle licenze, che scadranno a marzo, se non fossero riusciti a limitare la guida spericolata e altri abusi. Gli stessi operatori a novembre hanno suggerito una serie di miglioramenti, tra cui dotare i monopattini elettrici di targhe che consentirebbero di rintracciare più facilmente gli utenti che passano con il semaforo rosso o che viaggiano in coppia sui veicoli per una sola persona, entrambe violazioni comuni. Ora la parola passa ai parigini, che, magari non avranno il potere di fare una rivoluzione, come tante volte accadute nel passato, ma saranno comunque chiamati ad esprimere un parere che, consapevoli o meno, inciderà anche sulle scelte di altre città. Anche italiane.