L'appello di SuperSimo: "Noi disabili vogliamo goderci i concerti come tutti"

La pisana Ciappei chiede un incontro ai principali organizzatori dei tour di musica live, per affrontare le istanze di chi, come lei, ama la musica live ma si trova ogni volta ad affrontare ostacoli di ogni tipo

Francesca Bianchi
Spettacolo
1 aprile 2023
SuperSimo

SuperSimo

L’inclusione passa anche attraverso la musica live. Ma lei, la parola inclusione, la odia terribilmente: "Perché non dovrebbe esserci esclusione!". Lei è SuperSimo, nome di battaglia che si è scelta per la sua pagina facebook "Sottoilpalcoancheio" che raccoglie una comunità di oltre 19mila followers. Simona Ciappei, pisana, mamma di due bambini, vive da anni in sedia a rotelle per una patologia neurologica. Ma ama visceralmente la musica. "È il mio nutrimento" dice. E ama i concerti che, quando era 'sana', seguiva ovunque. "Adesso che sono in sedia a rotelle appena so che uno dei miei cantanti o gruppi preferiti sarà in concerto invece mi sale l’ansia!". E facendosi portavoce di una intera comunità adesso chiede formalmente un incontro con i principali organizzatori di tour e concerti in Italia (da LiveNation a D’Alessandro e Galli, da Vivo Concerti a F&P group). "Sediamoci a un tavolo", la sua richiesta, che è la richiesta di tanti.

Gli ostacoli per le persone disabili

Simona Ciappei, conosciuta come SuperSimo, raccoglie le richieste delle persone disabili sulla sua pagina Facebook "Sottoilpalcoancheio"

Il primo concerto in sedia a rotelle: Vasco, al Modena Park. L’ultimo: i Maneskin, a Firenze, negli scorsi giorni. "Prima, appena sapevo la data di un concerto di un cantante che mi piaceva, acquistavo il biglietto, mi organizzavo con un gruppo di amici ed andavamo tutti insieme a goderci il concerto sotto il palco (il mio settore preferito!!!). Ora i problemi iniziano già con l’acquisto del biglietto". Una trafila che, per ogni live e per ogni organizzatore, è diversa, complicata, piena di ostacoli, spesso priva di logica. E il popolo dei disabili, spesso, resta a casa. Scoraggiato, arrabbiato e deluso. Succede ad esempio che su 5mila ticket previsti i posti per le persone con disabilità siano solo 9. Oppure la pedana sia disposta lontanissima, con visibilità pari a zero. Succede che gli accompagnatori (che entrano gratuitamente) non abbiamo neppure la seduta e debbano stare lontani dalla persona che hanno, appunto, accompagnato. Succede che il biglietto non possa essere comprato on line, al momento del lancio del tour, come per tutti gli altri, ma venga richiesto al disabile di recarsi in un punto vendita fisico e vedere se ci sono ancora posti disponibili.

La prassi per la richiesta e i 'recinti' lontani dal palco

"Tutto sembra essere fatto per scoraggiare le persone disabili a partecipare. Prima cosa: si parla di domanda di partecipazione all’evento e non di immediato acquisto del biglietto che viene confermato dopo settimane, anche all’ultimo momento. Domanda che deve essere posta all’organizzatore (che, attenzione, non è il rivenditore) che il disabile deve rintracciare facendo varie ricerche online. A quel punto è necessario trovare i contatti dell’organizzatore, contattare ed incrociare le dita, sperando in una risposta con le indicazioni sulla sua personale prassi per poter far richiesta. Poi ognuno provvede all’invio della documentazione di invalidità, poiché è in base alla gravità che viene stilata una 'classifica'. E questo è solo l’inizio…". I fortunati vincitori del biglietto (che ripetiamo, è pagamento) dovranno poi accontentarsi di collocazioni spesso disagevoli, su pedane e in 'recinti' lontanissimi dall’area che sarebbe a rigor di logica la più sicura (piena di security, vicino ad ambulanze e uscite di sicurezza): sotto il palco.

Aprire un dialogo con gli organizzatori

SuperSimo chiede un incontro ai principali organizzatori dei tour

La richiesta agli addetti ai lavori è quindi quella di aprire un dialogo: "Se chiedete ad un disabile vi dirà sicuramente: biglietti per tutti, senza ingressi gratis per gli accompagnatori, e la possibilità di scegliere il settore e godersi liberamente un concerto come gli altri! Nel mondo si fa! In Italia no! Roma, al Circo Massimo, i disabili sono posti al di fuori della struttura dietro delle reti! Ce ne rendiamo conto? La mia voglia di vivere viene strappata a morsi ogni volta che mi fate sentire esclusa ad un concerto. Organizzatori, dovreste pensarci… Vi chiedo un semplice incontro, due parole a tavolino. Sono piccoli problemi semplici da risolvere!".