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Milano, Enea si nutre con il latte donato da altre mamme

Il caso del bimbo di due settimane accolto dal Policlinico di Milano dopo che la madre lo ha lasciato nella Culla per la Vita apre a una riflessione sulla donazione di questo prezioso alimento

di MAURIZIO COSTANZO -
13 aprile 2023
allattamento

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La storia di Enea, il neonato affidato alla Culla per la Vita il giorno di Pasqua, ha fatto il giro del mondo. Tutti conoscono il nome che la mamma ha scelto per lui, indicato nella lettera che gli ha lasciato accanto. Enea è il nome di un Principe, di un mito reso immortale da Omero, di un guerriero che soffoca il pianto, che vive una vita che non ha scelto ma gli è stata imposta, che sacrifica sé stesso. Il piccolo Enea ha lottato per venire al mondo, e proprio come un eroe greco, è chiamato a lottare ogni giorno per la sua vita. La prima difficoltà l’ha incontrata quando, cercando il viso, le braccia, il seno, il capezzolo della mamma, non li ha trovati. Ma gli specialisti della Neonatologia alla Clinica Mangiagalli del Policlinico, che lo stanno accudendo con passione e amore, sono riusciti lo stesso a somministrargli latte donato da altre neo mamme. E questo è potuto avvenire grazie alla Banca del latte (Blud, "Banca del latte umano donato"). La vicenda di Enea sprona dunque a una riflessione attenta sull’importanza della donazione del latte materno.

Donare il latte, una pratica da incentivare

"Allattare al seno è la norma biologica che la natura ci mette a disposizione per crescere i nostri piccoli, ma in alcuni casi non è una via possibile - spiega Alessandra Bellasio, ostetrica e divulgatrice sanitaria -. Nel caso di Enea, la struttura che si è presa cura di lui ha potuto scegliere il latte materno grazie all’operato della Banca del Latte Umano Donato (Blud), ossia una rete di strutture create con lo scopo di distribuire il latte umano donato da mamme ritenute idonee".
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Alessandra Bellasio, ostetrica e divulgatrice sanitaria, oltre che esperta e professionista medica ha avviato UniMamma

"La ricezione di latte donato - aggiunge - è una pratica poco conosciuta, per quanto diffusa nel territorio. Siamo infatti uno dei Paesi europei che dispone del maggior numero di Banche del latte, 41 ad oggi in quasi tutte le Regioni”. Bellasio, 37 anni, membro del consiglio direttivo dell’ordine professionale delle ostetriche di Como, Lecco e Sondrio, è consulente certificata a livello internazionale in allattamento (Ibclc), supporta le donne nel delicato percorso della maternità, durante la gravidanza e nei primi anni di vita del bambino, proponendo videocorsi e consigli pratici attraverso la piattaforma digitale UniMamma. La 37enne è anche nel comitato scientifico dell’ente formativo Mediadream Academy, accreditato presso Agenas, e ha formato oltre 1000 professionisti sanitari in tutta Italia. "L'esperienza di Enea - spiega - può essere un’occasione per sensibilizzare sull’importanza della donazione, un’azione volontaria che, le neomamme che lo desiderano, possono svolgere consentendo ai bambini che non hanno accesso al latte materno di beneficiare delle proprietà di questo importantissimo alimento. La formula artificiale resta un’opzione per i lattanti qualora il latte della madre o quello donato non fosse disponibile o sufficiente ed è importante ricordare che è sempre bene che la mamma abbia la possibilità di fare scelte consapevoli e adeguatamente informate nell’interesse della salute e la salvaguardia del benessere proprio e del bambino”.

I benefici del latte materno per mamma e bambino

Il latte materno è un alimento "superiore, sempre e comunque". Ad affermarlo sono i neonatologi italiani che sottolineano come il latte materno e, in particolare, l'allattamento esclusivo al seno, almeno per i primi sei mesi, riducono del 36% il rischio di Sids (sindrome da morte improvvisa del lattante) e del 52% le possibilità che il bambino sviluppi la malattia celiaca. Vantaggi si riscontrano anche a favore degli apparati intestinale e respiratorio, oltre che nella prevenzione di patologie allergiche, asma, dermatiti, diabete mellito e dell'obesità. I benefici diventano ancor più importanti nei nati pretermine. Per la salute materna, poi, l'allattamento al seno, oltre ad accelerare la ripresa fisica dalla gravidanza e dal parto, riduce il rischio di cancro della mammella e contribuisce al benessere psicofisico della donna.

Mamma che allatta al seno: il latte materno è l'alimento più indicato per i neonati

Il potere dell’allattamento: fortifica il cuore, aumenta QI e potenzia i muscoli

"Bambini con un cuore più forte, un cervello più intelligente, più muscoli, un maggiore controllo del comportamento e più belli: è il potere dell'allattamento". A riassumere perfettamente il concetto è Donna Geddes, la ricercatrice australiana che ha rivelato, attraverso gli ultrasuoni, la vera anatomia interna del seno in questa fase. Nove scienziati, massimi esperti dell'argomento, hanno fatto il punto l’anno scorso in un simposio a Firenze sull'importanza cruciale del latte materno. L'allattamento al seno non solo migliora lo sviluppo cognitivo e aiuta la formazione della massa muscolare, ma permette la creazione di un sistema cardiovascolare sano, che garantisce ai neonati una vita futura migliore, ha detto la dottoressa Geddes. L'atto stesso dell'allattare rinforza la struttura ossea craniofacciale, i bambini allattati al seno hanno un aspetto migliore e possono evitare disturbi neurologici legati a una malformazione. Il latte materno è inoltre la medicina migliore per i neonati prematuri.

Hamlet, il complesso anti-cancro scoperto nel latte materno

"Siamo vicini a una terapia antitumorale derivata completamente dal latte umano", aveva annunciato l’estate scorsa Catharina Svanborg, dell'Università di Lund, in Svezia. La scienziata ha dedicato oltre vent'anni a sviluppare Hamlet, un complesso contenuto nel latte materno in grado di uccidere in vitro oltre 40 tipologie di cancro nei ratti. Negli esseri umani, ha consentito una rapida diminuzione del cancro alla vescica e di alcuni tumori virali della pelle. Una nuova speranza per i pazienti oncologici: Hamlet uccide unicamente le cellule cancerose, senza altri effetti collaterali.

Bambini allattati al seno immuni dall’enterocolite necrotizzante

"In Svezia, dove la quasi totalità dei bambini è allattata al seno, non si registrano praticamente casi di enterocolite necrotizzante, neppure nei prematuri. Possiamo cercare di minimizzare le differenze, ma non riusciremo mai a eguagliare i benefici del latte materno", ha spiegato Bo Lönnerdal, direttore del Dipartimento di nutrizione pediatrica dell'Università della California. La ricerca ha evidenziato che la lattoferrina, per esempio, uccide lo streptococco, riducendo la diarrea nei neonati; la proteina α-lattoalbumina stimola il sistema immunitario, consentendo la creazione di un microbioma intestinale sano e favorendo l'assorbimento di micronutrienti vitali per i neonati.
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Una scienziata svedese ha ideato una terapia anti tumorale che si basa sul latte materno di nome Hamlet

I quattro vantaggi del latte materno: renderebbe anche longevi

I bambini allattati al seno hanno un sistema immunitario più sano, un punteggio più alto del quoziente intellettivo e anche un rischio più basso di diventare obesi, ma ora una nuova ricerca rivela un altro sorprendente vantaggio: i telomeri (cioè i tratti del Dna che ricoprono le estremità dei cromosomi e che proteggono i geni da eventuali danni) sono più lunghi. Che si tradurrebbe, secondo una prima interpretazione, in una speranza di vivere più a lungo. La lunghezza dei telomeri è infatti un forte fattore predittivo della longevità. Lo studio, pubblicato su The American Journal of Clinical Nutrition, suggerisce la possibilità che la lunghezza dei telomeri possa essere decisa nei primi anni di vita. I ricercatori, che hanno seguito un gruppo di bambini dalla nascita, hanno misurato i telomeri a 4 e 5 anni di età, e hanno scoperto che i bambini che hanno consumato solo latte materno per i primi quattro-sei settimane di vita avevano telomeri significativamente più lunghi.

Latte materno unico e originale: ogni specie ha la sua

"L'allattamento al seno si è modificato ed è evoluto in oltre trecento anni. I mammiferi sono gli unici in grado di farlo, fra loro, ogni specie, ogni società e ogni madre si è adattata in modo specifico all'ambiente circostante e così anche il latte", ha spiegato Katie Hinde del Centro per l'evoluzione e la medicina dell'Università Statale dell'Arizona. Gli umani richiedono il latte più complesso in assoluto per alimentare un cervello altrettanto complesso che compete, gioca, inventa e progetta piani per il futuro.