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Mondiale di calcio 2022, autogol per la fascia dei diritti. No a "One Love", sì a quella targata Fifa

Inghilterra-Iran: una partita che va ben oltre il pallone. I giocatori persiani restano in silenzio durante l'inno e il pubblico li fischia

di BARBARA BERTI -
21 novembre 2022
Stop alla fascia di capitano col cuore arcobaleno e la scritta “One Love” (Ansa)

epa10317650 Close up of Switzerland's midfielder Granit Xhaka with the "One Love" captain's armband as he sings the national anthem during a friendly soccer match between Switzerland and Ghana in preparation for the FIFA World Cup Qatar 2022, at the Sheikh Zayed Sports City Stadium, in Abu Dhabi, United Arab Emirates, 17 November 2022 (issued 21 November 2022). The Football Associations of England, Wales, Belgium, Germany, Denmark, The Netherlands and Switzerland on 21 November 2022 released a joint statement that they asked their team captains to "not to attempt to wear the armbands in FIFA World Cup games" in order to not expose their players to sporting sanctions for "breaches of kit regulations." EPA/LAURENT GILLIERON

Il primo autogol del Mondiale di calcio in Qatar è per la fascia “One Love”. Dopo Qatar - Ecuador (0-2), partita inaugurale del Mondiale 2022, si entra nel vivo del torneo e lo si fa con una sconfitta - prevedibile - a tavolino: quella per i diritti civili. Il tutto ancora prima del calcio d’inizio (infarcito di offese ai giocatori dell'Iran) della seconda giornata, il 21 novembre, che vede in campo due squadre britanniche, Inghilterra e Galles (la prima contro l’Iran alle 14 e la seconda contro gli Stati Uniti alle 20).
La campagna "No Discrimination" della Fifa

La campagna "No Discrimination" della Fifa

Sotto pressioni e minacce da parte della Fifa, entrambe le squadre, infatti, hanno fatto marcia indietro e hanno deciso di non indossare la fascia “One Love”: i capitani delle due nazionali avrebbero potuto incorrere in un cartellino giallo. “La Fifa è stata molto chiara nel dire che imporrà sanzioni sportive se i nostri capitani indosseranno le fasce al braccio sul campo di gioco. Come federazioni nazionali, non possiamo mettere i nostri giocatori in una posizione in cui potrebbero incorrere in sanzioni sportive, comprese le ammonizioni, quindi abbiamo chiesto ai capitani di non tentare di indossare la fascia al braccio durante le partite della Coppa del Mondo Fifa”, si legge in una dichiarazione congiunta delle federazioni calcistiche di Inghilterra, Galles, alle quasi si sono aggiunte anche Germania, Paesi Bassi e Svizzera. Le squadre si sono dette pronte a “pagare le multe che normalmente si applicano alle violazioni del regolamento del kit”, ma “non possono mettere i giocatori nella situazione di essere ammoniti o addirittura costretti a lasciare il campo di gioco” recita ancora la nota. “Siamo molto frustrati dalla decisione, che riteniamo senza precedenti: abbiamo scritto alla Fifa a settembre per informarla del nostro desiderio di indossare la fascia ‘One Love’ per sostenere attivamente l'inclusione nel calcio, ma non abbiamo ricevuto alcuna risposta” si chiude la nota.
Stop alla fascia di capitano col cuore arcobaleno e la scritta "One Love" (Ansa)

Stop alla fascia di capitano col cuore arcobaleno e la scritta "One Love" (Ansa)

Ma nel giro di poche ore la Fifa fa marcia indietro (anche se parziale): via libera alla fascia arcobaleno per i capitani delle 32 squadre che partecipano ai Mondiali 2022 in Qatar. In una nota, la Fifa annuncia che “la sua campagna 'No Discrimination' è stata anticipata rispetto alla prevista fase dei quarti di finale, in modo che tutti i 32 capitani abbiano l'opportunità di indossare questa fascia durante la Coppa del Mondo”. Non la fascia “One Love” annunciata dalle dieci squadre europee, ma una fascia “targata” Fifa. E il primo a mostrarla al mondo è il capitano della nazionale inglese, Harry Kane, che per Iran-Inghilterra indossa la fascia con la scritta "No Discrimination".
Il difensore iraniano Ehsan Hajsafi (Ansa)

Il difensore iraniano Ehsan Hajsafi (Ansa)

Inghilterra-Iran, non solo calcio

Non è solo calcio Inghilterra-Iran, la partita del Mondiale in Qatar in programma il 21 novembre con fischio d’inizio alle 14. La sfida va ben oltre il terreno di gioco. E, infatti, si parte con i fischi all'indirizzo dei giocatori dell'Iran. La squadra non canta l'inno nazionale e il pubblico li fischia e li insulta. Dalla tribuna in cui sono assiepati, i sostenitori iraniani lanciano cori di dissenso come "buuuu" vedendo i loro giocatore restare muti durante l'inno. In molti mostrano il dito medio verso il campo, altri il pollice verso. Vicinanza e solidarietà all'Iran, ai giocatori e a quanto sta accadendo nel Paese, invece, arrivano dagli avversari dell’Inghilterra: come annunciato dal ct Gareth Southgate la squadra inglese si è inginocchiata prima della partita. Un gesto antirazzista che i giocatori hanno compiuto già in altre occasioni dalla morte di George Floyd, nel 2020. "Un gesto, diretto soprattutto ai giovani, contro ogni tipo di discriminazione" le parole del ct inglese.
 
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  E al momento del fischio d'inizio del match, arriva anche l'intervento da parte del ministro della Difesa di Israele Benny Gantz: "L'Iran sta cercando di conservare l'instabilità come situazione costante. Quando il mondo intorno è stabile, è esattamente l'opposto di quanto sta succedendo in Iran. Mondiali di calcio sono probabilmente uno di quegli eventi in cui Teheran cerca di causare instabilità" Alla vigilia del match il difensore e capitano dell'Iran Ehsan Hajsafi, aveva preso posizione sulle proteste contro il regime nel suo Paese. “Spero si cambi come vuole il popolo”, aveva detto in conferenza stampa dove aveva esordito con l'espressione “nel nome del dio dell'arcobaleno”, la stessa frase usata in un video dal piccolo Kian Pirfalak, una delle vittime simbolo della repressione costata 400 morti e 15mila arresti. Il calciatore 32enne che milita nell'Aek Atene aveva inviato le sue condoglianze alle famiglie di chi ha perso la vita nelle proteste e aveva ammesso che “la situazione nel Paese non è buona”, “la nostra gente non è contenta”. La nazionale iraniana lo scorso 27 settembre aveva indossato giacche nere in segno di lutto prima di una partita contro il Senegal.