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Deborha "Debba" D'Agnelli: "Il cibo non è nostro nemico, anzi! L'ho imparato su me stessa"

Ha vissuto sulla sua pelle il bullismo a causa della sua obesità. Oggi la 38enne veneta è una wellness e food blogger realizzata, oltre che una mamma felice

di GUIDO GUIDI GUERRERA -
11 novembre 2022
Deborha D’Agnelli

Deborha D’Agnelli

Deborha D’Agnelli è una giovane donna di 38 anni. Ex obesa, è oggi una wellness e food blogger che attraverso i propri messaggi offre un supporto alle tante persone che hanno vissuto o continuano a vivere il suo stesso dramma personale. Dopo un rapporto con il cibo molto controverso, ha deciso di dare una svolta alla sua esistenza cambiando radicalmente la visione del suo corpo, riappropriandosi di se stessa e cominciando ad amare la buona cucina, non più intesa come 'nemica' ma anzi divenuta fedele alleata delle sue giornate. Ha perciò iniziato a creare ricette semplici e veloci che manda in onda in una web radio cittadina e mette per iscritto su un blog che ha chiamato "Debba's diary". Debora è riuscita a riplasmare se stessa con una difficile ma ben riuscita operazione di auto training, attraverso la quale è letteralmente rinata a nuova vita, felice adesso del suo mondo fatto di amore per il cibo in tutte le sue sfaccettature ma anche di allenamento inteso come supporto motivazionale e benessere psicofisico. Appassionata di dance anni '90, di serie TV cult, colleziona t-shirt iconiche. "Sono una persona come tante e lavoro come stagionale in una località turistica Veneta". Racconta di sé, Debhora. "Sono la mamma felice di Cristian e Sofia, nati dal mio matrimonio con Pasquale, ai quali cerco di infondere amore, fiducia e libertà di pensiero".
Deborha D’Agnelli

Deborha D’Agnelli: prima e dopo la sua "trasformazione" mentale, oltre che fisica

Deborha, con la acca tra "r" e "a"… non la solita Deborah aspirata. Segno di un carattere indipendente e originale? "Sì, diciamo che è molto particolare come nome, infatti non ho mai avuto modo di incontrare qualche mia omonima con lo stesso ordine di lettere. Mamma aveva le idee ben chiare su come chiamarmi, forse desiderava tanto rendermi unica a partire dal nome stesso. Caratterialmente sono davvero particolare e mostro così tante sfaccettature che a volte mi stupisco da sola!". Ci vuole raccontare la sua esperienza legata alla condizione di obesità? "Essere obesa mi ha portato a fare il vuoto intorno a me. Tutte le volte che mi accadeva qualche evento spiacevole tendevo a rifugiarmi nel cibo. Solo ora, dopo aver vinto la mia battaglia personale, sono sicura di non volermi nascondere senza alcuna paura di raccontare il mio passato. So che a quei tempi non accettavo il cambiamento, ero schiava delle mie stesse brutte abitudini e per me abbuffarmi era diventato normale. Poi qualcosa è scattato in me mettendomi nelle condizioni di capire che quanto stavo facendo era male e come tutto questo potesse negativamente ripercuotersi anche sulle persone vicine. Dovevo correre ai ripari, anche perché notavo sempre più di non essere in salute e di non sentirmi affatto a mio agio con il corpo. Anche a livello sociale avvertivo chiaramente di non riuscire più a trovare il necessario equilibrio, avevo perso vitalità. Non ero nemmeno in grado di rincorrere i miei figli durante i loro giochi: una situazione per me davvero straziante". Cosa significa per una adolescente vivere quel dramma specialmente sul piano mentale? "È stata dura. Il bullismo di cui una persona sovrappeso può essere vittima è veramente impressionante. Eppure cercavo di non dare troppa importanza, mi mostravo impassibile, o addirittura ci ridevo sopra. Per difesa so che potevo anche risultare antipatica e mi rendo perfettamente conto di avere avuto grosse difficoltà relazionali. Spesso riservavo agli altri l’identico pessimo approccio che avevo verso me stessa, ma non sapevo a chi chiedere aiuto. Dentro di me provavo solo rabbia e frustrazione, tuttavia non riuscivo a reagire in modo costruttivo. Erano altri tempi, quelli, e vent'anni fa non esisteva ancora un’adeguata informazione tesa alla prevenzione riguardo alle problematiche giovanili legate a depressione e ai disturbi del comportamento alimentare. Certamente è stata molto dura per me, ma non oso pensare quanto possa essere terribile per tanti adolescenti di oggi che, con problemi come i miei , devono quasi inevitabilmente confrontarsi con il crudelissimo mondo dei social. Noto che a tal proposito molti profili contengono messaggi completamente tossici, frutto di dogmi troppo categorici e tesi a mostrare solo un ideale di perfezione".
Deborha D’Agnelli

Deborha D’Agnelli mostra orgogliosa il suo "nuovo" fisico

Quali erano le sue difficoltà di comunicazione nell'incontro con le persone? "Ero molto selettiva, la 'corazza' che mi ero creata faceva sì che iniziassi a giudicare le persone ancora prima di averle conosciute: mi bastava un semplice sguardo per trarre conclusioni. In realtà avevo paura di confrontarmi e questo mi trasformava non proprio nella persona più simpatica del mondo, cosa che mi faceva sentire un po' in colpa. Eppure se riuscivano a prendermi per il verso giusto, a capire la vera Deborha, allora mi scioglievo e rivelavo la mia vera indole arrivando a dare anche il cuore. Devo dire che una volta superate innumerevoli difficoltà ho avuto modo di rimediare a certi miei errori. Ho chiesto scusa a tanti, sicura che chiedere scusa è un gesto nobile". La Deborha di allora che si guardava allo specchio, come si vedeva? "E se ti dicessi che non avevo specchi in casa? Era già tanto se mi guardavo in quello del bagno. Non amavo osservarmi. Non amavo la mia immagine. Mi confrontavo con le altre persone e diventavo molto triste. Ora è tutto diverso: mi sento bene, realizzata e non ci penso più perché so quanta strada ho fatto e questo mi rende forte e felice. Ora nelle foto sorrido. È meraviglioso sentirsi in pace con se stessi". Ci racconti dei suoi disturbi alimentari… "Soffrivo di abbuffate compulsive, note come 'Binge eating'. È un disturbo che porta ad assumere una quantità enorme di cibo: inizi con poco per poi farti assalire dai sensi di colpa. Persa in chissà a cosa continui a cercare alimenti che possano 'darti conforto' fino a sentirti satura, presto sopraffatta da un senso di malessere fisico e mentale. Allora hai terrore del cibo, che diventa paradossalmente una sorta di amico-nemico. Di tutto questo ne parlo spesso sul mio canale social alle molte persone che si sentono sole e in guerra con se stesse cercando di aiutarle come posso. Dai disturbi alimentari non se ne esce solo con allenamento e dieta: è sbagliato crederlo. La vera cura è ritrovare l'amore per se stessi assieme a una rieducazione alimentare e a un valido aiuto psicologico, necessario per sconfiggere i propri mostri. Quindi raccomando sempre di non aver paura a chiedere aiuto".
Deborha D’Agnelli

Deborha durante uno dei suoi allenamenti

Che peso ha avuto aver conosciuto a sedici anni l’amore? Ha avuto paura che nell’intimità tutto potesse finire? Ha temuto di non essere accettata fino in fondo? "All'inizio ero un po' scettica, ma fortunatamente la corazza che mi ero creata era stata rotta nel modo giusto. Avevo finalmente trovato una persona che mi capiva perfettamente. Un compagno di vita che anche dopo aver perso peso, dopo aver cambiato il mio percorso esistenziale, ha saputo starmi vicino. Ci supportiamo a vicenda e insieme ne abbiamo passate tante: eppure lui sa sempre come farmi sorridere. È bello sapere che hai accanto qualcuno che ti fa stare bene sostenendoti ogni giorno. Persone così vanno tenute ben strette, perché sono un dono prezioso". È stata mai palesemente discriminata a causa del suo fisico? "Mentirei se dicessi di no. Tante volte sono stata criticata perché grassa e ci restavo malissimo. A volte tornavo a casa dal lavoro piangendo. Presto ho capito che la discriminazione può essere esercitata contro ogni tipo di fisico e a volte il giudizio di condanna lo si percepisce perfino dentro le mura di casa. Sono molti i ragazzi tirati su con un'invadente concezione di diet culture pretesa dai genitori o da chi gli sta più vicino. In realtà le persone hanno sempre da ridire: le critiche costruttive vanno benissimo, ma la cattiveria gratuita non è tollerabile. Purtroppo ci sarà sempre al mondo chi discrimina, quindi dobbiamo combattere una simile piaga sociale facendo in modo di non ripetere quell’ errore. Per evitare il pregiudizio bisogna iniziare da subito e dalle piccole cose: una specie di mantra che vale anche per i miei figli, ai quali va tutto il mio amore". Come fa un bruco a trasformarsi in farfalla? "Uscendo dal bozzolo. Scherzi a parte, ci vuole tempo, ci vuole costanza e ci vuole tanta forza perché non andrà sempre tutto secondo i piani, e si può cadere tante volte. Bisogna avere la prontezza di rialzarsi. A volte occorre ricominciare tutto da capo. Ogni percorso di rinascita comporta l’obbligo di fare i conti con gli errori del passato, sbatterci la testa. Molte persone, purtroppo, non possono contare sul supporto di chi gli sta vicino. Troppe volte rimango allibita ascoltando le storie di quanti soffrono perché magari non hanno una spalla cui aggrapparsi. Allora per uscire fuori dal tunnel è indispensabile affidarsi a professionisti competenti, spesso autentica ancora di salvataggio".
Deborha D’Agnelli

Deborha D’Agnelli propone le sue ricette su una web radio cittadina

È stato un iter pesante quello che l’ha portata a ridisegnare il suo corpo? "Sì è stato pesante e ancora sono in fase di lavorazione. Ribadisco che bisogna avere una forza incredibile: ma se la scintilla si accende diventa presto fiamma e dopo non ti ferma più nessuno. All'inizio dopo appena venti metri di corsa avevo il fiatone. Poi la palestra è stata fondamentale perché mi continua ad aiutare non solo fisicamente ma anche mentalmente. C’è da dire che all' inizio avevo paura di mostrarmi così come ero, eppure proprio in quell'ambiente ho conosciuto tante storie, tutte diverse tra loro. C'è sempre da imparare e mi considero ancora una neofita: questo mi rende curiosa e intraprendente. Posso affermare che dopo ogni allenamento mi sento carica e quando mi alleno è come se rinascessi. Mi sento benissimo e ho anche un paio di nuove passioni come la Jump Rope (salto della corda) e il muay thay. Vediamo come andrà". Ha dovuto seguire un training particolare anche sotto il profilo psicologico? "Non sono andata in terapia, però ho avuto la fortuna ed il piacere di incontrare tantissime persone esperte e competenti che hanno saputo indirizzarmi nel modo giusto. È bello confrontarsi e scambiare le proprie opinioni, cosa che nel mondo dei blogger è molto frequente. Tante belle persone le ho conosciute proprio sui social (questa è la parte edificante di internet) per poi incontrarle nella vita reale, accettando i loro consigli. Ci sono momenti in cui non sempre siamo belli, pronti e scattanti, siamo semplicemente esseri umani. Allora ci vuole un rimedio: accettare e nel contempo far scivolare tutto è un metodo che sto cercando di mettere in pratica. Una natura incline a "prendere tutto di pancia" ha difficoltà a mettersi in discussione, ma proprio grazie all’empatia di tante persone posso dirmi finalmente soddisfatta di come sono andate le cose".
Deborha D’Agnelli

Deborha mette per iscritto su un blog che ha chiamato "Debba's diary"

Ha mai temuto di non farcela, o al contrario ha avuto fiducia nei buoni risultati? "Eccome! Cadere e rialzarsi fa parte del gioco. Sta a te decidere cosa vuoi fare. Dapprima non ero molto convinta e avevo provato di tutto, ma dopo qualche tempo è come se si fosse radicato dentro di me un nuovo ciclo di abitudini. Non nascondo che i momenti in cui vorresti mandare tutto all'aria sono in agguato. E allora cerco di fermarmi: prendo un bel respiro per ripartire più convinta che mai. Un periodo di sconforto l'ho avuto proprio quest'estate a causa di alcuni piccoli problemi di salute. Niente di così preoccupante, ma erano chiari segnali perché il mio corpo si desse una calmata: so quanta strada ho fatto e per niente al mondo vorrei perdere quel che a fatica ho finora conquistato". Tante persone vivono problemi simili ai suoi. Qual è il messaggio che intende far pervenire? "Con il mio blog voglio far capire innanzi tutto che il cibo non deve essere un nostro nemico, mentre su Instagram parlo per lo più di benessere, racconto aneddoti e cerco di sensibilizzare sui vari problemi. I disturbi alimentari sono una patologia a tutti gli effetti ed è in argomento a cui tengo molto. A volte pubblico contenuti leggeri e semplici, altre volte mi soffermo su argomenti più importanti. Il mondo social è pieno anche di profili belli e genuini e tante persone si impegnano ogni giorno regalando una parola, un pensiero o un consiglio professionale a chi ne ha bisogno. Grazie alla mia esperienza personale spero di lasciare un messaggio positivo a tutti".