Sanremo, Franco Fussi, il 'mago' della voce degli artisti: "Le corde vocali sono ok, lo show può iniziare"

Lo specialista in Foniatria e Otorinolaringoiatria segue molti cantanti in gara: da Marco Mengoni ad Anna Oxa passando per Rosa Chemical e Tananai

di ELSA TOPPI -
7 febbraio 2023
Il professore Franco Fussi

Il professore Franco Fussi

E' il giorno dell'inizio di Sanremo 2023, la 73esima edizione del festival della canzone italiana in programma al Teatro Ariston di Sanremo fino all'11 febbraio. Tutto è pronto per la prima serata (in onda su Raiuno dalle 20,35) e così nella giornata odierna dietro le quinte si sistemano gli ultimi preparativi e soprattutto si scaldano le voci dei cantanti che saranno sul palco dell’Ariston. Non bisogna mai dimenticare, infatti, che al di là di paillettes e lustrini, al centro di tutto c’è pur sempre la canzone italiana. Così anche quest’anno, a prendersi cura delle ugole degli artisti in gara c’è un signore, forse sconosciuto ai più, ma che è una vera e propria celebrità nel mondo della musica e del bel canto: il professor Franco Fussi, medico-chirurgo, specialista in Foniatria e Otorinolaringoiatria, luminare di fama internazionale. Tanto per capirci oltre alle star di casa nostra, infatti, per il suo studio è passata anche una superstar mondiale come Bjork. E’ lui l’asso nella manica di diversi big come Zucchero, Laura Pausini, Gianna Nannini, Elisa Toffoli, Andrea Bocelli e tanti altri. Perché senza andare tanto lontano, pensando alle Flautofonie di Demetrio Stratos o agli strabilianti gorgheggi di Diamanda Galas, qualsiasi canzone può diventare insidiosa su un palco così importante come quello dell’Ariston. A giocare brutti scherzi, infatti, può esserci lo stress o la paura.
Franco Fussi, medico-chirurgo, specialista in Foniatria e Otorinolaringoiatria

Franco Fussi, medico-chirurgo, specialista in Foniatria e Otorinolaringoiatria

Fussi, è pronto per Sanremo 2023? “Abbiamo giocato d’anticipo, in realtà. Già da qualche settimana abbiamo iniziato a controllare le corde vocali di diversi artisti che saranno in gara al Festival, facendo un planning terapeutico personalizzato di sostegno globale, oltre a pianificare il tipo di allenamento e di riscaldamento da attuare prima delle esibizioni. Ora non ci resta che supportarli anche psicologicamente e ovviamente essere pronti con terapie adeguate in caso di flogosi delle alte vie aeree o episodi di disfonia”. Quali cantanti seguirà quest’anno? “Da tempo seguo la carissima amica Anna Oxa, che ebbi modo di aiutare quando vinse il Festival con 'Senza pietà', e Marco Mengoni, così come Kekko dei Modà ed Elodie; a loro si sono aggiunti recentemente Gianluca Grignani, Lazza, LDA, Mara Sattei, Rosa Chemical, Tananai, Colapesce e Di Martino. Vocalità diverse, esigenze diverse”. Come si prepara un cantante per Sanremo? “La kermesse è un continuo stress per l’artista, che deve sottostare a numerose prove in teatro, interviste radiofoniche e conferenze stampa. Nonostante questo, la sua preparazione prevede la ricerca di un buon tono fisico e mentale, di sufficiente riposo e corretta alimentazione, oltre ovviamente alla preparazione della voce”.
Da tempo il professor Franco Fussi segue Anna Oxa (Instagram)

Da tempo il professor Franco Fussi segue Anna Oxa (Instagram)

Quali sono le insidie che una gara del genere può presentare? “Ovviamente una gara come questa porta con sé numerose tensioni, che si aggiungono alla tipica ansia da palcoscenico. Teniamo conto che si tratta di esibirsi con una sola canzone della durata di quattro minuti, quindi la prestazione deve essere perfetta per poter essere apprezzata nella sua pienezza. Tensioni muscolari, secchezza delle mucose faringolaringee, perdita di controllo dell’emissione, sono tutti elementi che possono giocare a sfavore dell’artista nel determinare una prestazione non al top delle sue possibilità”. Oltre alle voci canore di casa nostra, ha lavorato con la mega star internazionale Bjork. In che modo l’ha aiutata? “Era in tour in Italia e non stava bene vocalmente, si affaticava. Così il collega londinese che la segue mi chiese di poterla vedere. Assegnai una terapia farmacologica e tutto andò per il meglio. Sicuramente un personaggio singolare e magnetico, con una visione molto mistica del canto”. Da anni è una presenza fissa a Sanremo e un punto di riferimento per molti artisti. C’è qualche aneddoto o artista che le è rimasto nel cuore? “A volte gli artisti hanno bisogno di scoprire le loro fragilità e insicurezze davanti al medico che, curando la voce, cura in fondo una espressione del sé più intimo. E diventa un amico e confidente di ciò che al pubblico non può esser mostrato. Così tanti artisti mi hanno confidato fatica, delusioni, paure e problemi personali… questo perché si instaura un rapporto medico/paziente reciprocamente molto umano, si entra in un colloquio vero e utile per capire di cosa c’è bisogno, per consigliare al meglio l’artista su come affrontare alcuni problemi. Nel caso di un improvviso calo di voce poi, come a volte capita a Sanremo, bisogna subito individuare quanto c’è di oggettivo e organico e quanto viene accentuato dallo stato d’animo. Fu così con Emma il giorno della finale nell’edizione in cui vinse, andammo a fare una bella corsa per scaricare le tensioni; Anna Oxa fece ricorso alla sua grinta e alle sue risorse tecniche di grande artista e vinse senza assumere una goccia di cortisone. Mi commosse anche la sensibilità di Loredana Bertè così come quella di Arisa, ed infine l'amicizia riconoscente di quel gran musicista che è Gigi D’Alessio”.
Il professor Franco Fussi

Il professor Franco Fussi

Cantanti si nasce o si diventa? “Dobbiamo prima di tutto capire di che tipo di cantanti stiamo parlando, perché nell’evoluzione del canto e degli stili si è assistito a un uso codificato e tecnico della voce dove la bravura del cantante si giudicava sulle capacità tecniche vocali, sull’estensione, sull’omogeneità del timbro. Ma nella canzone 'leggera', dagli shouters degli anni ’60 in poi, l’estetica del canto è cambiata, con l’avvento di vocalità a volte forzate o sporche, fino addirittura a vocalità con scarsa articolazione, squilibri timbrici, a volte scarsa intonazione. Quindi i criteri di fruizione sono molto cambiati e i generi e gli stili stessi sono sempre meno definiti per via della globalizzazione dell’ascolto digitale e di nuove vie di espressione. Sicuramente il talento, che ti fa essere interprete e affascina l’attenzione del pubblico, è parte della personalità dell’artista, ma questo non vuol dire che non debba essere supportato da una coscienza tecnica di quello che si fa, qualsiasi sia il codice estetico di interesse che si vuole portare avanti. A questo servono i maestri di canto e i vocal coach. In questo modo potranno avere dignità di canto anche quelle nuove tendenze vocali che sembrano l’antitesi del canto inteso classicamente, che hanno contenuti a volte scomodi, ma che vogliono rappresentare i segni del nostro tempo nella ricerca di forme d’arte significative per il presente e per le nuove generazioni”.
Per lo studio del professore Franco Fussi è passata anche una superstar mondiale come Bjork (Instagram)

Per lo studio del professore Franco Fussi è passata anche una superstar mondiale come Bjork (Instagram)

Come si fa a toccare livelli tecnici come quelli toccati da artisti come Demetrio Stratos o Giuni Russo? “Ci sono artisti che hanno voluto sperimentare le possibilità più estreme della voce, dal canto armonico alle multifonie, ai suoni distorti prodotti col tratto di risonanza localizzato sopra le corde vocali, come Demetrio Stratos o Bobby McFerrin o come il nostro performer italiano Albert Hera. Altri hanno ampliato le possibilità di estensione con la realizzazione di toni acutissimi nel cosiddetto registro di fischio, come Giuni Russo e Mariah Carey. E’ ovviamente un lavoro di ricerca e sperimentazione su se stessi che porta a risultati inaspettati". C’è qualche artista, al di là della canzone, che l’ha impressionata particolarmente fra quelli in gara quest’anno? “Ovviamente, essendo un 'boomer', sono ancora molto affascinato dall’artista che sa essere espressivo attraverso le capacità tecniche, la bellezza della voce e la capacità di significare col canto. Quindi sicuramente il talento vocale di Anna Oxa e Marco Mengoni sono ancora, per me, fonte di adrenalina nell’ascolto delle loro canzoni”.